FESTA DELLA DONNA DAZI MILANO

Festa della donna Dazi Milano

Da qualunque prospettiva la si guardi, Dazi Milano è una location stupenda, con vista panoramica sull’Arco della Pace: siamo pronti ad accogliere nel migliore dei modi tutte le donne che vorranno festeggiare il grande evento.

VenerdÏ 8 Marzo 2024 prenotate la vostra cena spettacolo in una delle location piÚ esclusive del centro città!

MENU’ FESTA DELLA DONNA DUE SCELTE DA 50 EURO

PRENOTA (+39)3384085619
Speciale menĂš dedicato alla serata

ANTIPASTO

Tataki di tonno rosso, lime e JalapeĂąo

PRIMO

Ravioloni alle capesante con gamberi rossi di Mazara e limone affumicato

SECONDO

Filetto di Branzino su mash di patate e guazzetto di cozze e vongole veraci

O

Filetto di maiale in crosta di pistacchio con crema di carote ed erbette colorate

DOLCE

Tartelletta al cioccolato fondente, caramello e passion fruit

TANTI SPETTACOLI E SORPRESE DEDICATE ALLE DONNE

STORIA

Il complesso costituito dall’Arco della Pace e i Caselli Daziari occupa da sempre un posto privilegiato tra i luoghi che meglio rappresentano la città di Milano. Questo legame particolare con la città si instaura sin dalla prima struttura temporanea, realizzata nel 1806 su progetto di Luigi Cagnola. Meraviglioso, infatti, appare ai milanesi quell’Arco in tela e legno, eretto in onore del matrimonio tra Eugenio di Beauharnais, viceré d’Italia e figlio adottivo di Napoleone Bonaparte e Augusta di Baviera.

Tanto fu l’apprezzamento che si decise di ricostruirlo in marmo per eternare la memoria delle imprese di Napoleone e di ridisegnare lo spazio attraverso la realizzazione di due caselli daziari dalla particolare tipologia passante. La costruzione del complesso proseguì anche con l’arrivo degli Austriaci. Francesco I d’Austria decise, infatti, di portare a compimento il complesso e di dedicare l’Arco alla Pace tra le nazioni. Fu inaugurato il 10 settembre del 1838 alla presenza di Ferdinando I. Da quel momento in poi l’Arco della Pace e i Caselli Daziari di piazza del Sempione sono stati teatro delle battaglie per l’indipendenza di Milano dall’Impero Austro-Ungarico. Nel 1859, l’Arco del Sempione segnò l’ingresso trionfale a Milano di Napoleone III e di Vittorio Emanuele II re d’Italia. I due caselli cessarono la loro funzione con la dismissione del sistema daziario nel 1873.

Successivamente sono divenuti luogo della memoria dell’affrancamento dal regime nazista e ancora oggi accompagnano i milanesi nello sviluppo della storia della città, dall’alto la Pace li guarda, guidando il suo carro a cui sono aggiogati sei cavalli.

ARTE

I due Caselli Daziari sono perfettamente simmetrici rispetto all’asse dell’Arco del Sempione, che si configura come una vera porta della città.

L’intera struttura è in granito di Baveno, rivestita in pietra di Crevola d’Ossola. Ciascuna colonna ha una figura a grandezza naturale: verso la città vi sono Minerva, Marte, Apollo ed Ercole verso la campagna Vigilanza, Storia, Poesia e Lombardia.

L’Arco è sormontato dalla sestiga della Pace che accoglie Minerva. Sopra la trabeazione sono raffigurati i 4 fiumi principali del Lombardo-Veneto.

Una ricca decorazione plastica si svolge sulle fronti e sui lati con ornamenti e bassorilievi: gli Austriaci a Milano, la caduta di Dresda, l’ingresso a Vienna e Parigi, l’occupazione di Lione, il congresso di Vienna, la fondazione del regno Lombardo-Veneto e 2 bassorilievi laterali con la battaglia dell’Aube e di Lipsia.

CURIOSITA’

Con il ritorno agli Asburgo mutò lo scopo commemorativo del complesso monumentale: da Arco della Vittoria, in ricordo della battaglia vinta dai francesi nel 1806, ad Arco della Pace.

Il carro di Minerva fu ruotato di 180° dagli austriaci per schernire i francesi affinché il fondoschiena dei cavalli guardasse la Francia. Oggi sui due frontali dell’attico si trovano le iscrizioni dell’entrata di Napoleone III e Vittorio Emanuele II del 1859.

Entrando a Milano si legge:

“Entrando coll’armi gloriose / Napoleone III e Vittorio Emanuele II liberatori / Milano esultante cancellò da questi marmi / le impronte servili / e vi scrisse l’indipendenza d’Italia / MDCCCLIX”. Uscendo da Milano troviamo invece scritto: “Alle speranze del Regno Italico / auspice Napoleone I / i Milanesi dedicarono l’anno MDCCCVII / e francati da servitù / felicemente restituirono / MDCCCLIX”

RESTAURO

Con lo scopo di riconsegnare alla città un’opera di straordinario valore simbolico, architettonico e culturale il Gruppo Pessina Costruzioni S.p.A. ha promosso e portato a compimento negli ultimi anni un intervento conservativo sui due ex Caselli Daziari – in concessione per 30 anni al Gruppo – su progetto dello studio Lombardini 22.

Il progetto suddiviso in due fasi ha interessato da principio le strutture portanti, per poi intervenire sulla riqualificazione degli spazi interni. Attualmente è stato restituito alla città il Casello di Ponente (790 mq di superficie) dedicato a ospitare eventi per la valorizzazione culturale, artistica ed enogastronomica del territorio.

Si prevede di completare a breve anche i lavori sul Casello di Levante (743 mq di superficie) destinato all’organizzazione di eventi culturali.

Il nuovo concept dei DAZI MILANO

Un luogo di incontro, due anime che vivono giorno e notte, a metà tra il tempo libero e l’attività professionale. Dai suoi ambienti si può ammirare la vita che caratterizza Piazza del Sempione.

Uno spazio eventi, con mixology bar e cucina gourmet, dedicato al buon cibo e al buon bere. Signature cocktails ispirati alla milanesità, sapori che guardano al territorio, ma aperti all’internazionalità. Ai DAZI MILANO tutti i palati possono essere allettati dalle proposte dello chef mentre si sorseggia un vino DOCG o il Cagnola cocktail, creazione del nostro bartender. Obiettivo: riconsegnare ai milanesi uno spazio che rappresenta la città; farlo diventare il luogo dei meeting della Milano che “corre”, il giusto spazio di rappresentanza, una corretta cornice, confortevole e accessibile, in breve un vero luogo da vivere e da far vivere. Un originale pianoforte a coda Yamaha, di produzione giapponese, è a disposizione degli artisti che vorranno condividere la loro arte.